Il volto e il cuore di Montevarchi

Fotografo quindi canto

Quella architettonica è considerata da molti una fotografia noiosa e difficile.
Il primo giudizio deriva da un fraintendimento, ossia dalla velleità di contrabbandare per fotografia di architettura quella che al massimo può essere definita fotografia turistica o una pessima copia della riproduzione artistica e che riesce al massimo a dar vita solo a delle belle cartoline, ripetitive , noiose appunto, e non di rado peggiori di quelle vere (altro non fosse che per la scelta di punti privilegiati di ripresa, condizioni meteorologiche, ecc.).
La difficoltà invece è una caratteristica reale di questo tipo di fotografia e deriva innanzi tutto dal fatto che essa richiede conoscenze teoriche e abilità tecnica non comuni, ma che tali doti preliminari e quindi necessarie non sono assolutamente sufficienti da sole a garantire il risultato. Perché questo si realizzi a livello significativo è necessario possedere altre e più specifiche doti ed in particolare capacità di astrazione e capacità interpretativa. La prima consente di estrarre particolari da un contesto generale (l’oggetto architettonico) allontanandoli da questo con un procedimento più o meno profondo di decontestualizzazione; la seconda di rivestire questi particolari (che già nel momento della loro scelta hanno assunto valenze soggettive relative all’autore) di significati simbolici e/o allusivi di messaggi personali (il concetto architettonico).
Si può dire che in nessun altro tipo di fotografia come in quella di architettura si realizza quel procedimento non di mera rappresentazione ma di utilizzo della realtà da parte del fotografo per esprimere il suo particolare messaggio, procedimento che è alla base della valenza artistica della fotografia in genere.

Il lavoro fotografico di Luca Canonici esprime pienamente questo concetto di una realtà plasmata secondo il sentimento dell’autore e utilizzata come mezzo espressivo. La città viene rappresentata per scorci, per particolari, per frammenti di edifici noti che servono efficacemente a mantenere una contestualizzazione residua, e tutto ciò utilizzando tecniche di ripresa, di costruzione dell’inquadratura, di scelta della luce perfette.
Ma l’aspetto principale che emerge dalle immagini nel loro complesso e che appare efficacemente veicolato dalla scelta di una stampa in bianco e nero dai contrasti decisi, è quello della ricerca di un ordine formale, di una armonia di gesti e di linee, ora in senso circolare come un’aria col “da capo” che si ripete, ora invece tendenti a salire simmetricamente verso l’alto come inni rivolti al cielo.
Se la fotografia è un’arte per la sua capacità di porsi come linguaggio espressivo, come mezzo capace di veicolare messaggi e sensazioni, allora per similitudine di modalità comunicative, fotografare così la propria città può senz’altro corrispondere a cantare con passione l’amore che le si porta.

Paolo Pagni


TITOLO: Il volto e il cuore di Montevarchi
AUTORE: Luca Canonici
FORMATO: 23x21 cm
PAG: 56
EDITORE: Edizioni Bam

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